Scuola Materna Chiara Beldì

ORIGINI E STORIA

La data di fondazione dell’Asilo Infantile di Romentino è da considerarsi il 16 luglio 1874.

Con lettera indirizzata al Sindaco, la signora Chiara Beldì, vedova del geometra Pietro Parma, comunicava di voler costruire un Asilo e richiedeva alla Comunità la cessione di un’area su cui costruire un fabbricato. L’area in oggetto veniva individuata nella “Piazza d’Armi” posta sulla strada per Novara.

Il Consiglio Comunale del 22 luglio accordava la richiesta visto che in realtà il terreno risultava un gerbido. A questo seguirà, il 21 agosto, l’approvazione della Deputazione Provinciale.

Nella primavera del 1875 iniziarono i lavori per la costruzione del fabbricato; nell’inverno 1874-1875 il geom. Rosina aveva presentato un progetto per il ”trasporto“ del cavo Bozzola e della strada per Galliate che tagliavano l’area oggetto dell’intervento. Anche il Comune aveva concorso alla costruzione dell’edificio: con deliberazione del settembre 1874 aveva approvato l’abbattimento di trenta robinie nel bosco detto del Piaggio che dovevano “servire come radici di collegamento nel nuovo fabbricato”.

Il 14 novembre 1875 l’Asilo veniva inaugurato. Si trattava di un edificio, progettato dal maestro Caccia Gaudenzio, ad un solo piano fuori terra sviluppato su pianta rettangolare suddiviso in tre aule, refettorio e porticato anteriore , capace di contenere 200 bambini.

L’area risultava recintata ed al complesso erano annesse, in posizione separata, una casa per il custode, l’abitazione della direttrice e la casa del bucato.Bambini Asilo 1887
Il 30 giugno del 1876 moriva Chiara Beldì e nominava erede di parte dei propri beni L’Asilo Infantile Chiara Beldì di Romentino. Tale fatto portò a una serie di liti tra i nipoti e l’Amministrazione dell’Asilo che si protrassero per diversi anni.

Nel luglio del 1876 si iniziarono le pratiche per costituire l’Asilo in Ente Morale e nel maggio successivo veniva approvato lo Statuto.
Nel 1896 si procedette all’ampliamento della struttura con l’innalzamento di un nuovo piano porticato e la ricostruzione del tetto. Il progetto venne redatto dall’ing. Rigorini di Galliate. Le colonne che ancora oggi scandiscono le campate del portico provenivano dalle cave di Alzo.

Nel 1907 l’Amministrazione dell’Asilo assumeva tre Monache appartenenti al Monastero di San Vincenzo di Trecate. Tale fatto, l’anno successivo, a causa dell’orientamento anticlericale dell’Amministrazione Comunale del tempo, provocò lo scioglimento del Consiglio di Amministrazione dell’Asilo ed il suo commissariamento da parte del Prefetto di Novara.

Nel 1928 il complesso veniva dotato di un impianto di riscaldamento e nell’autunno, su progetto dell’ing. Cugiani, veniva costruito il blocco servizi in posizione separata ed esterna al fabbricato a ovest.

Nel 1929 venivano demolite la casa del custode e della direttrice e nel 1931 veniva sostituita la recinzione nell’aspetto attuale.

Asilo Chiara Beldì anno 1935Nel 1935 l’Amministrazione dell’Asilo procedeva nella sistemazione del cortile con la creazione del giardino “all’italiana” antistante il fronte sud e con la livellazione del terreno enel 1936 venne inserito il blocco portineria sull’attuale Via Paolo Donati-Largo Pietro Parma. A questo va aggiunto il prolungamento in direzione nord delle due ali del piano superiore.

Nel 1948 venivano demoliti i servizi esterni all’edificio, costruiti nel 1928, e ricostruiti sul lato nord-est del refettorio.

Nel 1957 veniva sistemata l’area giardino, in modo da renderla fruibile dai bambini, con la realizzazione di fontane e la posa su basamento in pietra, in seguito sostituito con colonna, di un busto in bronzo dello scultore Angelo Cattaneo di Novara raffigurante Chiara Beldì.

Nel 1969 veniva affidata all’ing. Pierangelo Bignoli la stesura di un progetto generale che lasciasse intatta la struttura esterna, occupasse meno area esterna possibile ed andasse a “sventrare” la parte interna compreso lo scalone centrale che impediva un corretto collegamento tra i locali e nel 1971 veniva realizzato il primo lotto di lavori relativo alla costruzione di un nuovo refettorio, di una nuova cucina sull’area in passato adibita ad orto, concimaia e pollaio lungo il lato est della proprietà.

Nel 1973 il nuovo lotto di lavori prevedeva una totale variazione del piano terreno: all’interno del vecchio spazio refettorio venivano proposte quattro aule, lo spazio spogliatoio, un nuovo blocco di servizi igienici. Anche il piano superiore subì delle modifiche con la creazione di un dormitorio , una sala giochi, una cappella e l’appartamento delle suore e nel 1978 veniva ripristinata la tinteggiatura dei vari locali e anche dei fronti esterni , ripetuta poi nel 1996.

Nel 2001 è stato rifatta la parte nord del tetto dell’edificio, mentre nel 2009 si è proceduto alla istrutturazione del refettorio in modo da adeguarlo alle normative, migliorandone la coibentazione termica e l’isolamento acustico, avendo realizzato una controsoffittatura con pannelli fonoassorbenti e sostituito i vecchi serramenti in alluminio con altri più tecnologicamente avanzati con taglio termico.

Nel 2010 i è stato realizzato, su progetto dell’ing .Piero Scandaluzzi con studio in Novara, un intervento di ampliamento e adeguamento distributivo del primo piano “Piano Paolo Cattaneo”.

Bambini anno 2016 In particolare le nuove opere sono state concentrate quasi esclusivamente al piano primo dell’edificio dove, grazie alla disponibilità delle superfici che in passato erano destinate all’alloggio delle Suore, è stato possibile progettare in modo arioso le nuove funzioni, indispensabili alle attuali e future esigenze della Scuola Materna .

In dettaglio le principali opere sono state: la realizzazione di un nuovo dormitorio-palestra per i bambini;la creazione di tre nuove ampie sezioni; l'ampliamento della zona giochi riservata ai bambini; la creazione di nuovi servizi igienici al fine di rispettare in numero e funzione le indicazioni normative vigenti in materia di edilizia scolastica e di barriere architettoniche; la costruzione di un vano ascensore esterno sul lato del vano scala della facciata nord.

Molta importanza è stata data alla sicurezza:sono state inserite tre nuove uscite di sicurezza a servizio delle sezioni e del nuovo dormitorio e sono state riviste le uscite esistenti.

Nel 2011 infine è stato portato a termine un intervento indispensabile che ha riguardato la zona della cucina e della dispensa. Al fine di rispettare le vigenti normative igienico-sanitarie e di rendere più funzionale ed efficace l’attività di preparazione dei pasti, sono state realizzate alcune opere con l’obiettivo di separare le zone di stoccaggio delle vivande da quelle di preparazione dei cibi ed ancora da quelle di lavaggio delle stoviglie. Il tutto secondo il criterio della cosiddetta “marcia in avanti” grazie al quale si evitano commistioni tra piatti sporchi, cucina e dispensa.